Tag Archives: Parigi

Il regista svizzero della famiglia Bonaparte : Giuseppe Fesch Post n.3

4 Set

Nel meraviglioso quadro del David che rappresenta “Le sacre” di Napoleone e Giuseppina,alla destra del papa PioVII, stanno due prelati, il primo il card. Caprara il secondo il card.Fesch, zio di Napoleone. Come don Abbondio ci domandiamo : “Chi era costui?”. Giuseppe Fesch, ( Ajaccio 1763-Roma 1839) nato pochi anni prima di Napoleone ( Ajaccio 1769- S.Elena 1821) era figlio della nonna materna di questi, Angela Pietrasanta e di Ottavio Francesco Fesch suo secondo marito, uno svizzero, ex capitano genovese. Come mai uno svizzero in Corsica? Gli svizzeri, famosi come soldati ,erano richiesti da stati stranieri, quali lo stato pontificio, il regno di Napoli, la repubblica di Genova.Succedeva che questi soldati si stabilissero in queste città italiane.Genova possedeva la Corsica e vi aveva mandato il capitano svizzero-genovese Fesch che sposò la giovane vedova del’ingegnere Ramolino Angela Pietrasanta. Costei aveva una figlia di 13 anni che l’anno dopo si sposò col giovane avvocato Carlo Bonaparte di 20 anni, orfano dei genitori, e accudito dallo zio Luciano, arcidiacono di Ajaccio. Il figlio di Angela era di poco maggiore dei figli della figlia Letizia anche se era loro zio.( Sotto Carlo e Letizia Bonaparte)Passano gli anni, la Corsica è venduta alla Francia, la famiglia Bonaparte si schiera senza esitazione, col nuovo governo francese, sono nati numerosi figli di cui solo otto sopravvivono. Il nonno Fesch insegna a leggere e a scrivere al piccolo Napoleone, al figlio e al nipote Giuseppe. Quando compiono i dieci anni, Carlo Bonaparte ottiene dal governo francese il diritto di mandarli alla scuola militare di Brienne e nel seminario di Aix-en Provence. Luigi XVI non era in fondo uno spietato tiranno se veniva incontro alle famiglie nobili in difficoltà economica. Giuseppe poco dopo esce dal seminario e studia diritto a Pisa come il padre, Giuseppe Fesch rimane e diventerà parroco a Ajaccio, Napoleone rimane alla scuola militare di Brienne. Quando inizia la rivoluzione G.Fesch  giura sulla Costituzione Civile del Clero,poi lascia il sacerdozio , lavora come commissario dell’esercito e viene assunto dal nipote Napoleone nella prima campagna d’Italia. Poco dopo si riavvicina alla chiesa   e , fatto un periodo di revisione, ritorna prete e lo rimarrà tuta la vita. Le fortune del nipote sono anche le sue, viene nominato vescovo di Lione e poi primate delle Gallie. Sopra un suo ritratto. Quando Napoleone decide di fare il Concordato con la Santa Sede, lo zio vescovo tratta con gli inviati del Papa e va a Roma come ambasciatore presso la Santa Sede, il suo segretario è lo scrittore R.Chateaubriand. Nel 1804  Giuseppe Fesch, accoglie a Roma il nipote Luciano, il fratello ribelle di Napoleone costretto poi a lasciare Roma e a rifugiarsi in Inghilterra. Dopo il Concordato , viene nominato cardinale da Pio VII e organizza la solenne incoronazione, accompagna il papa da Roma a Parigi. Come ho detto all’inizio lo zio Fesch è a fianco di Pio VII durante la cerimonia. Il papa Pio VII, molto grato a Napoleone per il Concordato ,non condivide però la sua politica di controllo sulla gerarchia ecclesiastica. Nel 1811 viene convocato a Parigi un Concilio Nazionale dei Vescovi presieduto da Fesch, ma i vescovi non si mettono contro il Papa. Fesch non  approva  la prigionia del Papa a Savona e a Fontainebleau, si ritira nella sua diocesi di Lione, non condivide nè appoggia la politica ecclesiastica del nipote diventato Imperatore.Sarà lui però a celebrare le nozze tra Napoleone e Maria Luisa d’Austria. Dopo Waterloo va a Roma accolto da Pio VII e diventa il punto di riferimento dei fratelli Bonaparte. A Roma si stabilisce la madre di Napoleone , Letizia, il fratello Luciano con la sua numerosa famiglia e la sorella Paolina moglie di Camillo Borghese. In questo palazzo di piazza Venezia vive gli ultimi anni Letizia Bonaparte ,conduce una vita austera, monacale, lei, che si era sempre resa conto della precarietà dei successi del figlio,soleva dire :” A patto che tutto questo duri.”, che non aveva presenziato alla sua incoronazione, in questa casa si spegne piamente nel 1837. Due anni dopo anche il fratellastro Giuseppe Fesch conclude i suoi giorni. G.Fesch , intenditore d’arte collezionò un gran numero di quadri, (16000),( sotto una Vergine col Bambino del Bellini che fa parte della collezione) che lasciò alla città di Ajaccio ed ora si trovano nel museo intitolato al suo nome. Si può osservare che l’Impero Napoleonico fu concepito come una grande azienda familiare,il clan Bonaparte, Napoleone generale e imperatore, i fratelli sovrani degli stati europei, le sorelle mogli di sovrani o notabili e lo zio Giuseppe, vescovo e cardinale che pensava a tutti.

Annunci