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Una importante conquista di Napoleone : Giorgio Hegel. Post n.17

17 Nov

Nel 1807 nella città tedesca di Jena avvenne un fatto, di per sè innocuo, ma che ebbe grandi conseguenze. Due energie forti si incontrarono. Il filosofo tedesco Giorgio Hegel, che aveva 37 anni, vide da lontano Napoleone che cavalcava,chissà quante volte aveva sentito parlare e parlato di lui. Ora era lì, davanti ai suoi occhi.( Sotto Hegel.)Nel seminario Stift di Tubinga, nella prima giovinezza, con i suoi compagni Holderlin e Shelling aveva inneggiato alla Rivoluzione Francese.Ritratto di Holderlin.Ritratto di Schelling.           Ora, uomo maturo, vedeva di persona il Bonaparte che aveva conquistato l’Europa e diffuso i principi della Rivoluzione. Hegel fu colpito nel profondo, tanto che così scrisse a un amico . “….l’imperatore- quest’anima del mondo-  l’ho visto uscire a cavallo dalla città, in ricognizione, é davvero una sensazione singolare vedere un tale individuo, che qui, concentrato in un punto, seduto su un cavallo, spazia nel mondo e lo domina.”Napoleone alla battaglia di Jena.                        Si legge che Napoleone preparasse le battaglie con una cura estrema,disponesse per terra le carte geografiche, poi puntasse degli spilli per indicare la disposizione delle truppe, e a lungo meditava sul da farsi. Con altrettanta cura andava personalmente a vedere i luoghi .Napoleone fu un appassionato studioso, fin dalla giovinezza, eccelleva in matematica, ma non trascurava le altre discipline.Anche i suoi fratelli erano degli studiosi, Luciano in particolare. In matematica, Napoleone  venne esaminato da Laplace, il famoso astronomo, che ne ammirò l’ingegno.(Sotto Laplace.) Lesse, tra l’altro, più volte le “Vite parallele” dello storico greco Plutarco, nello stesso tempo, teneva sotto il cuscino “I dolori del giovane Werther” di Goethe. Lo studio non lo distolse dall’azione, non salì su una cattedra, come fece anche il sommo Kant, ma sulla sella di un cavallo, seppe unire due abilità. Fu forse questo che affascinò Hegel, sapere per agire, e fu questo che in seguito la sinistra hegeliana assunse come slogan : ” Non limitarsi a conoscere il mondo, ma conoscerlo per trasformarlo.” Si spera in meglio. Senza Napoleone non ci sarebbe stato Hegel ? Può darsi , se fosse così la mente di Hegel fu la sua più grande conquista.

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La rosa : regina dei fiori,fiore dell’Imperatrice. Post n. 13

19 Ott

Tra le coppie famose, Augusto e Livia, Antonio e Cleopatra, Abelardo e Eloisa etcc. si può collocare la coppia Napoleone Bonaparte e Giuseppina Beauharnais, la coppia più” scoppiata” e unita che si possa immaginare. Tutti sanno perché Napoleone portava sempre sul capo un grande cappello. Avevano una cosa in comune : entrambi erano nati su un’isola, l’uno nella vicina Corsica, l’altra nella lontana Martinica, due isole famose per la bellezza dei loro paesaggi e della loro flora. Napoleone diceva che avrebbe riconosciuto la Corsica anche da lontano con gli occhi bendati, solo sentendo gli aromi dei suoi boschi, la Martinica poi è detta l’isola dei fiori, per la sua vegetazione lussureggiante. E i fiori ebbero un grande spazio nella vita di Giuseppina. Oggi si direbbe che erano il suo hobby, ed essendo imperatrice poteva sviluppare questa sua passione con grandi mezzi. Comprò una villa malconcia chiamata Malmaison vicino a Parigi, poi cominciò a restaurarla, ad ampliarla, trasformò il terreno circostante in un bel giardino e qui coltivò fiori e allevò uccelli esotici. Circondarsi di belle cose era la sua passione, ne aveva viste molte di brutte : gli orrori della rivoluzione,la condanna a morte del marito, il terrore del carcere e la morte vista da vicino, aveva superato ogni circostanza negativa, anzi molto negativa, con grande forza d’animo ; aveva un animo gentile e sapeva accattivarsi la simpatia di chi l’avvicinava, anche in carcere. Ora, come moglie del generale Bonaparte, divenuto Imperatore, poteva concedersi di realizzare dei suoi sogni nascosti, portare a Parigi la bellezza della vegetazione della sua Martinica, sentirsi un pò a casa. Curò l’acclimatamento di piante esotiche , fatte arrivare in Francia per suo interessamento, in particolare a Nizza e in Provenza.(Sotto, Parc Phoenix a Nizza, oggi )Tra tutti i fiori preferì la rosa, Rosa era il suo secondo nome. Dalla lontana Persia si fece portare il maggior numero possibile di varietà di rose e le coltivò nelle sue serre, rose d’ogni tipo e d’ogni colore. Non si accontentò di coltivarle, perché rimanesse qualcosa di duraturo, fece dipingere le rose da Giuseppe Redouté, detto il Raffaello dei fiori, un artista belga bravissimo che si specializzò in questo soggetto. Così anche noi oggi possiamo godere di queste immagini rasserenanti e stupende. “Non c’é rosa senza spine” e venne il giorno triste del divorzio, da tempo temuto per mancanza di erede, sia pure accompagnato da un bel complimento, Napoleone disse : “Giuseppina per 14 anni ha reso bella la mia vita”, ogni donna desidererebbe sentirselo dire.(Sotto Napoleone col figlio avuto da Maria Luisa, il Re di Roma) Passò il matrimonio , ma rimasta nella sua Malmaison, continuò il suo amore per i fiori tanto da farle guadagnare un posto tutto suo nella storia della botanica per aver introdotte molte nuove speci di piante, Imperatrice dei fiori.

Una gemma famosa : il diamante Reggente Post n.11

7 Ott

L’imperatore Carlo V si vantava che “su i suoi domini non tramontava mai il sole”,il re di Francia Luigi XIV andava oltre era il Re Sole,lui stesso,ma anche il sole finisce il suo corso e quando Luigi XIV concluse la sua vita lasciò il trono a un pronipote bambino ,il futuro Luigi XV.Data la minore età il governo venne affidato al principe Filippo D’Orléans con la qualifica di Reggente.Governò per un periodo abbastanza lungo.Amava il lusso e il fasto e si regalò il brillante più grande del tempo che da lui prese il nome “Il Reggente” Lo comprò da lord Pitt,governatore dell’India dove il brillante era stato trovato,precisamente nel territorio di Golkonda.Quando Luigi XV venne incoronato questo diamante ornò la sua corona.Passarono gli anni,venne la Rivoluzione,i gioielli reali vennero sequestrati,il Reggente venne rubato,poi ritrovato e finì al Monte dei Pegni.Si ricordò di lui una persona che pensava che il potere fosse congiunto a certi oggetti,Napoleone Bonaparte,lo fece riscattare e lo fece incastonare nell’elsa della sua spada.Chi sa cosa pensava quando teneva in mano il Reggente? il brillante che aveva ornato la corona del re Luigi che nel 1768 aveva comprato dalla Repubblica di Genova, la sua patria,la Corsica,con i suoi abitanti?Altro che autodeterminazione dei popoli !!!!Parafrasando Orazio “Graecia capta ferum victorem cepit” si può dire : “Corsica capta ferum victorem cepit”.Un senso di orgoglio lo avrà pervaso ,ora il Reggente era suo.Il giovane Bonaparte “ambizioso e che aspirava a tutto” come avevano detto i suoi insegnanti aveva raggiunto la meta.Correva la leggenda che il Reggente portasse sfortuna,e venne il giorno della sconfitta a Waterloo.Caduto Napoleone,il diamante rimase nel tesoro della corona e con Napoleone III tornò a splendere sul diadema dell’imperatrice Eugenia nelle feste di gala.E ci fu la sconfitta di Sedan. Portò  sfortuna anche
a lei? o è il destino che che muta le sorti degli uomini con o senza Reggente? Ora lo si può ammirare al museo del Louvre e la sua splendida luce avvince l’occhio di chi lo osserva con ammirazione dopo tre secoli,un simbolo di perfezione,una luce che brilla immutata sul divenire delle vicende umane.La sua testa é un diamante,si dice di una persona di grandissima intelligenza,una di queste, Steve Jobs, ieri ha concluso la sua operosa esistenza,un rivoluzionario silenzioso,un amico degli uomini cui, col suo ingegno e le sue invenzioni ha reso più bella la vita. Carlo V ImperatoreLuigi XIV il Re Sole,vestito da Sole in occasione di una festa.Luigi XV, il sovrano bambino.Rovine della favolosa Golkonda.Il diamante Reggente.La corona di Luigi XV col Reggente.Sopra Filippo D’Orléans e Luigi XV.Napoleone incorona Giuseppina.L’imperatrice Eugenia.Sotto il diadema col Reggente portato per l’inaugurazione dell’esposizione del 1855.Steve Jobs.

Uno studente orfano,con pochi soldi e tanti fratelli : Napoleone Bonaparte 9

28 Set

Conclusi gli studi alla scuola militare di Brienne,nel settembre del 1784 il giovane Napoleone ricevette l’ordine di presentarsi alla Scuola Militare di Parigi. A lato un’immagine di N. alla scuola di Brienne. Egli aveva 15 anni, a Parigi non era solo, c’era anche la sorella maggiore Elisa presso il collegio di Saint-Cyr. L’ambiente della scuola non era molto sereno, c’erano contrasti tra i nobili di provincia e quelli di corte. Dalla sua famiglia gli giungevano notizie liete e tristi : era nato un nuovo fratello, Gerolamo, poco dopo il padre, affetto da cancro allo stomaco, intrapreso un viaggio verso Parigi, stette male, si fermò a Monpellier per curarsi, ma nel giro di pochi mesi morì lasciando otto figli. Aveva 38 anni. N. diventava capo famiglia. La madre era sola a Ajaccio con i quattro figli più piccoli, l’ultimo di tre mesi, il fratello Giuseppe lasciava il seminario di Aix e stava presso lo zio Fesch, Elisa era a Saint-Cyr, Luciano a Brienne. Il prozio Luciano, parroco a Ajaccio venne nominato tutore della famiglia. Anche se aiutata dai collegi statali, Luigi XVI non governava poi così male, la famiglia Bonaparte era in difficoltà. Con questo quadro familiare il giovane Bonaparte doveva affrontare gli esami per essere ammesso alla Scuola Militare di Parigi. Avrebbe voluto entrare nella Marina, ma dopo un colloquio con lo zio Luciano, scelse come via più percorribile l’arma dell’artiglieria che non era molto richiesta dai nobili. Superò l’esame su 58 promossi arrivò 42° ma il giudizio su di lui fu molto favorevole. Lo riporto integralmente perché è molto interessante. L’ho tratto da una bella biografia di N.dello storico francese Meyniel pubblicata nel 1925 a Parigi. Esso, tradotto dal francese, è così formulato . “RISERVATO E STUDIOSO, PREFERISCE LO STUDIO A OGNI SPECIE DI DIVERTIMENTO, SI DIVERTE A LEGGERE BUONI AUTORI , MOLTO APPLICATO ALLE SCIENZE ASTRATTE, POCO CURIOSO DELLE ALTRE, CONOSCE A FONDO LA MATEMATICA E LA GEOGRAFIA, SILENZIOSO, AMA LA SOLITUDINE, CAPRICCIOSO, ESTREMAMENTE PORTATO ALL’EGOISMO, PARLA POCO, ENERGICO NELLE RISPOSTE, PRONTO E SEVERO NELLE SUE AFFERMAZIONI, AVENDO MOLTO AMOR PROPRIO, AMBIZIOSO E ASPIRANDO A TUTTO, QUESTO GIOVANE UOMO E’ DEGNO CHE LO SI PROTEGGA”. Il primo settembre Luigi XVI firmò il decreto nominando Bonaparte luogotenente in seconda nella compagnia dei bombardieri del reggimento di stanza a Valenza. E’ notevole vedere come già alla fine del ‘700 nelle scuole militari francesi si facessero profili degli allievi così puntuali, precisi e dettagliati anche se non esistevano  ancora la docimologia, la didattica, la psicologia etc.etc. Inoltre il giudizio rispetta la personalità del ragazzo, si riconosce che ama la solitudine e non si condanna questo atteggiamento come si farebbe oggi. Luigi XVI non era così negativo come lo si volle presentare. Se si giustappone alla immagine soprastante il celebre quadro di Ingres di N.imperatore si rimane di stucco. Questo ragazzino era arrivato a tanto ?Lo avevano capito i suoi insegnanti ,”ambizioso e aspirando a tutto” e così fu.Tra le due immagini ci fu quell’evento di grande portata storica che fu la rivoluzione francese, evento irto di pericoli e insidie in cui N.seppe muoversi con molta saggezza e avvedutezza ricorrendo anche a stratagemmi, non si contano i certificati di dubbia autenticità di cui si valse per uscire da situazioni difficili. Prima di essere uno stratega di eserciti fu uno stratega di se stesso riuscendo a mettersi in situazioni a lui favorevoli. Fu sempre guidato da un grande amore per la sua famiglia anche se non esitò a mettersi contro a sua madre e alle sue sorelle quando sposò la vedova Giuseppina Beauharnais,”la vieille” così era chiamata da loro. Nel quadro di Ingres N. é veramente “folgorante in solio” come disse il Manzoni nell’ode Cinque Maggio. Sotto la decapitazione di Luigi XVI.

Immagini relative a Napoleone Post n.4

5 Set

Un disegno satirico riferito all’inconsistenza dell’impero napoleonico.L’incontro tra Napoleone e Giuseppina Beauharnais de laPagerie. Sotto Giuseppina .Poi Napoleone al ponte d’Arcole.Matrimonio tra Napoleone e MariaLuisa celebrato dallo zio cardinale Fesch.Sotto Napoleone circondato dai nipoti.Il Re di Roma figlio di Napoleone e Maria Luisa. Sotto Napoleone padre,poiNapoleone a Sant’Elena.
Carlo Luciano Bonaparte nipote di Napoleone ideatore e organizzatore dei Congressi degli scienziati italiani.Carri francesi portano via da Roma oggetti preziosi e opere d’arte.Sotto Napoleone sul letto di morte.Il papa PioVII amico della famiglia Bonaparte.   Sotto Maria Luisa d’Austria seconda moglie Napoleone.Carolina Bonaparte Murat sorella di Napoleone e regina di Napoli.Elisa Bonaparte Granduchessa di Toscana.Da sin. a dest. :Carolina , Paolina ,Elisa,sorelle di Napoleone,Ortensia Beauharnais,figlia adottiva di Napoleone,Giulia Clary,moglie di Giuseppe nel grande quadro dell’Incoronazione di Giuseppina.L’Avvocato Carlo Bonaparte e Letizia Ramolino genitori di Napoleone.Napoleone in età giovanile.Napoleone a 14 anni.Girolamo Bonaparte il più giovane dei fratelli Bonaparte con la seconda moglie principessa di Wurtteberg.Desirée Clary,amore giovanile di Napoleone,poi moglie del generale Bernadotte e regina di Svezia.Giulia Clary,sorella di Desirée,moglie di Giuseppe Bonaparte,regina di Napoli,regina di Spagna.Luciano Bonaparte,il fratello dissidente che non volle un regno.Paolina Bonaparte Borghese,la sorella prediletta.Paolina Bonaparte Borghese scolpita da Antonio Canova.Napoleone III,nipote di Napoleone,figlio di Ortensia Beauharnais e Luigi Bonaparte.Imperatrice Eugenia,moglie di Napoleone III.

Il regista svizzero della famiglia Bonaparte : Giuseppe Fesch Post n.3

4 Set

Nel meraviglioso quadro del David che rappresenta “Le sacre” di Napoleone e Giuseppina,alla destra del papa PioVII, stanno due prelati, il primo il card. Caprara il secondo il card.Fesch, zio di Napoleone. Come don Abbondio ci domandiamo : “Chi era costui?”. Giuseppe Fesch, ( Ajaccio 1763-Roma 1839) nato pochi anni prima di Napoleone ( Ajaccio 1769- S.Elena 1821) era figlio della nonna materna di questi, Angela Pietrasanta e di Ottavio Francesco Fesch suo secondo marito, uno svizzero, ex capitano genovese. Come mai uno svizzero in Corsica? Gli svizzeri, famosi come soldati ,erano richiesti da stati stranieri, quali lo stato pontificio, il regno di Napoli, la repubblica di Genova.Succedeva che questi soldati si stabilissero in queste città italiane.Genova possedeva la Corsica e vi aveva mandato il capitano svizzero-genovese Fesch che sposò la giovane vedova del’ingegnere Ramolino Angela Pietrasanta. Costei aveva una figlia di 13 anni che l’anno dopo si sposò col giovane avvocato Carlo Bonaparte di 20 anni, orfano dei genitori, e accudito dallo zio Luciano, arcidiacono di Ajaccio. Il figlio di Angela era di poco maggiore dei figli della figlia Letizia anche se era loro zio.( Sotto Carlo e Letizia Bonaparte)Passano gli anni, la Corsica è venduta alla Francia, la famiglia Bonaparte si schiera senza esitazione, col nuovo governo francese, sono nati numerosi figli di cui solo otto sopravvivono. Il nonno Fesch insegna a leggere e a scrivere al piccolo Napoleone, al figlio e al nipote Giuseppe. Quando compiono i dieci anni, Carlo Bonaparte ottiene dal governo francese il diritto di mandarli alla scuola militare di Brienne e nel seminario di Aix-en Provence. Luigi XVI non era in fondo uno spietato tiranno se veniva incontro alle famiglie nobili in difficoltà economica. Giuseppe poco dopo esce dal seminario e studia diritto a Pisa come il padre, Giuseppe Fesch rimane e diventerà parroco a Ajaccio, Napoleone rimane alla scuola militare di Brienne. Quando inizia la rivoluzione G.Fesch  giura sulla Costituzione Civile del Clero,poi lascia il sacerdozio , lavora come commissario dell’esercito e viene assunto dal nipote Napoleone nella prima campagna d’Italia. Poco dopo si riavvicina alla chiesa   e , fatto un periodo di revisione, ritorna prete e lo rimarrà tuta la vita. Le fortune del nipote sono anche le sue, viene nominato vescovo di Lione e poi primate delle Gallie. Sopra un suo ritratto. Quando Napoleone decide di fare il Concordato con la Santa Sede, lo zio vescovo tratta con gli inviati del Papa e va a Roma come ambasciatore presso la Santa Sede, il suo segretario è lo scrittore R.Chateaubriand. Nel 1804  Giuseppe Fesch, accoglie a Roma il nipote Luciano, il fratello ribelle di Napoleone costretto poi a lasciare Roma e a rifugiarsi in Inghilterra. Dopo il Concordato , viene nominato cardinale da Pio VII e organizza la solenne incoronazione, accompagna il papa da Roma a Parigi. Come ho detto all’inizio lo zio Fesch è a fianco di Pio VII durante la cerimonia. Il papa Pio VII, molto grato a Napoleone per il Concordato ,non condivide però la sua politica di controllo sulla gerarchia ecclesiastica. Nel 1811 viene convocato a Parigi un Concilio Nazionale dei Vescovi presieduto da Fesch, ma i vescovi non si mettono contro il Papa. Fesch non  approva  la prigionia del Papa a Savona e a Fontainebleau, si ritira nella sua diocesi di Lione, non condivide nè appoggia la politica ecclesiastica del nipote diventato Imperatore.Sarà lui però a celebrare le nozze tra Napoleone e Maria Luisa d’Austria. Dopo Waterloo va a Roma accolto da Pio VII e diventa il punto di riferimento dei fratelli Bonaparte. A Roma si stabilisce la madre di Napoleone , Letizia, il fratello Luciano con la sua numerosa famiglia e la sorella Paolina moglie di Camillo Borghese. In questo palazzo di piazza Venezia vive gli ultimi anni Letizia Bonaparte ,conduce una vita austera, monacale, lei, che si era sempre resa conto della precarietà dei successi del figlio,soleva dire :” A patto che tutto questo duri.”, che non aveva presenziato alla sua incoronazione, in questa casa si spegne piamente nel 1837. Due anni dopo anche il fratellastro Giuseppe Fesch conclude i suoi giorni. G.Fesch , intenditore d’arte collezionò un gran numero di quadri, (16000),( sotto una Vergine col Bambino del Bellini che fa parte della collezione) che lasciò alla città di Ajaccio ed ora si trovano nel museo intitolato al suo nome. Si può osservare che l’Impero Napoleonico fu concepito come una grande azienda familiare,il clan Bonaparte, Napoleone generale e imperatore, i fratelli sovrani degli stati europei, le sorelle mogli di sovrani o notabili e lo zio Giuseppe, vescovo e cardinale che pensava a tutti.

Una scarpa famosa Post n.1

28 Ago

E’ noto l’aforisma di B.Pascal secondo cui “Se il naso di Cleopatra fosse stato più corto sarebbe cambiata l’intera faccia della terra”.Il celebre matematico e pensatore voleva scherzosamente dire che a volte piccole cose possono causare grandi eventi.In questo post si tratta(A.dest.B.Pascal) non della forma del naso,ma più prosaicamente di un piede,il piede deforme di Carlo Maurizio de Talleyrand.(Sotto Cleopatra)Costui (1754-1838),era di bell’aspetto,discendeva da una delle più nobili famiglie di Francia,ma o per malattia o per trauma aveva un piede zoppo e doveva ricorrre a una scarpa ortopedica.scarpa ortopedicaSotto ritratto di Talleyrand,a sinistra la fa mosa scarpa.Per questo non potè entrare in una scuola militare,come era costume dei nobili e,in modo autoritario i suoi genitori decisero per lui che doveva entrare nel clero.Ricco,nobile,non poteva scegliere il suo futuro,si adeguò.Studiò per diventare prete.Alla vigilia dell’ordinazione ebbe una crisi di pianto,confidò ad un amico il suo malessere,la sua contrarietà a quella scelta,ma decise di continuare.Fu prete ed anche vescovo,pur conducendo un vita immorale.Non era stato libero di scegliere la sua vita,ma era libero di avere una condotta licenziosa,l’ancien régime lo tollerava.Ricoprì incarichi di rilievo nell’amministrazione ecclesiastica,la sua carriera proseguì.A destra Talleyrand con l’abito da vescovo.Quando vennero convocati gli Stati generali ne fece parte,si mise subito nel terzo stato e fu tra i promotori più accesi della proclamazione dei diritti dell’uomo e del cittadino che egli stesso scrisse,ne sapeva qualcosa di diritti negati.Divenne un sostenitore della rivoluzione,realtà nuova in cui poteva realizzare le sue capacità.In seguito lasciò lo stato ecclesiastico e seguì tutto il percorso della rivoluzione senza farsi travolgere,per questo e per i suoi cambiamenti successivi fu chiamato il grande camaleonte.Entusiasta di Napoleone lo favorì in tutti i modi e fu un suo eccellente ministro degli esteri.Organizzò e partecipò alla sua solenne incoronazione in Notre Dame alla presenza del Papa,nel grande quadro del David che la raffigura è presente in primo piano sulla destra con un sontuoso mantello rosso e un’espressione trionfante.Ma anche la vicenda napoleonica ebbe termine e il Talleyrand con abile mossa andò di persona a rappresentare la Francia al Congresso di Vienna.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Incoronazione di Napoleone a lato,sotto Congresso di Vienna.Talleyrand è sempre presente.E fu sempre lui che curò il passaggio del potere da Carlo X a Luigi Filippo d’Orleans,realizzò così il suo sogno di fare della Francia uno stato moderno.Talleyrand fu l’ideatore e il promotore della Pubblica Istruzione che volle gratuita e obbligatoria nei primi gradi,fondò l’Institut de France per l’alta cultura. Il suo piede incerto sostenuto dalla scarpa ortopedica aveva fatto e aveva fatto fare tanta strada.Suo celebre figlio illegittimo fu il pittore Delacroix autore del famoso quadro La libertà guida i popoli. Senza il risentimento profondo nato dalla deformità fisica del Talleyrand non ci sarebbe stata la rivoluzione francese ? è troppo dirlo,ma senz’altro il suo contributo fu enorme.      A sorpresa prima di morire ricevette i sacramenti dall’abate Dupanloup. foto sotto il camaleonte.  A lato Luigi Filippo D’Orleans,Sotto il Congresso di Vienna,a destra seduto Talleyrand.