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La vita culturale a Genova al tempo di Ernesto Bozzano, fondatore della Metapsichica.

12 Ago

Non si può parlare dell’opera di Ernesto Bozzano (1862-1943), senza fare un rapido accenno al ricco fermento culturale di Genova tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del  ‘900. L’unità d’Italia, che molto deve a Genova, aveva galvanizzato notevoli ingegni. Scienze ed arti trovarono nell’ambiente genovese un fertile terreno di sviluppo. Ci furono personaggi di eccezione  com Arturo Issel (1822-1922 ), geologo, paleontologo, naturalista, Alberto Issel ( 1848-1926 ), pittore e mobiliere,0ggi si direbbe designer, l’eccelso scultore e politico Giulio Monteverde (1837-1917),noto in particolare per  il “Colombo giovinetto” , ” Jenner inocula il vaccino”, ” L’angelo”  del cimitero di Staglieno,l’esploratore e naturalista Giacomo Doria,cui fu intitolato il Museo di scinze naturali di Genova, il capitano e esploratore Enrico D’Albertis (1846-1932), che fece per tre volte il giro del mondo col suo Corsaro, e fece costruire il bel Castello D’Albertis, ora sede del Museo delle Culture del Mondo,(Sotto una foto che ritrae questi personaggi) suo cugino Luigi, il primo europeo che penetrò nella Nuova Guinea ,scoprì uccelli meravigliosi che chiamò Del Paradiso,e tanti altri studiosi di fama. In campo cattolico emerse fra tutti padre Giovanni Semeria ( 1867-1931 ),nato a Coldirodi, vicino a San Remo, barnabita,studioso di teologia e filosofia moderna, predicatore affascinante e colto, che si proponeva di coniugare religione e scienza moderna. Nel 1897, fondò a Genova la “Scuola Superiore Di Religione”. A Genova poi soggiornarono persone del calibro di Riccardo Wagner che nel 1835 così si espresse in una lettera :E’ noto che il celebre poeta francese ,Paul Valery,  proprio a Genova nella famosa ” nuit de Genes “, 1892, ebbe un’importante esperienza esistenziale, e il  filosofo tedesco F. Nietzsche , così scrisse del suo soggiorno genovese : ” Quando uno va a Genova, è ogni volta come fosse riuscito a evadere da sè, la volontà dilata, non si ha più il coraggio di essere vili.” Prima di lui era stato a Genova il filosofo russo Herzen (1812-1870).Si era poi stabilito a Genova il finanziere inglese , Evan Mackenzie , che si fece costruire un maestoso castello dall’architetto fiorentino G. Coppedé. Nella famiglia di armatori e navigatori, dove nacque Ernesto Bozzano, erano esperti nell’arte del navigare con le navi a vela, navigazione che richiedeva perizia , conoscenze geografiche e astronomiche, audacia soprattutto. Attraversare l’oceano Atlantico, affidandosi ai venti, non era impresa da poco. Ma c’è un viaggio, il viaggio dei viaggi, che non si prenota in agenzia, che non ha biglietto di ritorno, che tutti, proprio tutti, intraprendono, il viaggio verso l’ignoto quando la vita ci abbandona. Ernesto Bozzano volle studiare questo particolare  viaggio. Studiare, scoprire, cosa ci attende quando la vita finisce. Studiare il fenomeno della morte col metodo della filosofia  positivista, cui aderiva, per giungere alla spiritualismo. Una impresa epica, come i viaggi dei suoi congiunti, senza timore di esporsi a critiche taglienti, sapendo di navigare oltre le colonne d’Ercole del sapere tradizionale, ma insieme a eminenti studiosi europei che si ponevano il quesito sulla continuità della vita oltre la morte.