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Un positivista “controcorrente” : Ernesto Bozzano. Parte prima.

19 Ago

Quando il 19 settembre del 1920, il caposcuola del Positivismo italiano, Robertò Ardigò a ben 92 anni, si tolse la vita, si potè constatare come questa ideologia, che professava la fede nel Progresso e in una visione materialista della realtà era in qualche modo fallita, almeno sul piano esistenziale del suo più fervente apostolo che per essa aveva gettato la tonaca nel 1871. Le idee positiviste da lui diffuse dalla cattedra di Filosofia  e dall’Istituto di Psicologia, da lui fondato, nell’Università di Padova, avevano trovato un certo seguito nella vita culturale italiana, dove prevaleva l’Hegelismo. Fra i pensatori  seguaci del positivismo si colloca Ernesto Bozzano, studioso autodidatta. Infatti interrotti gli studi a circa 14 anni e avviato dal padre al lavoro nell’azienda di famiglia, studiò filosofia per conto suo e si entusiasmò del pensiero del filosofo inglese H. Spencer che, assieme al francese A. Comte, era un caposcuola del Positivismo. Spencer asseriva che l’evoluzione e il progresso sono la legge universale della vita e del cosmo e che solo il sapere empirico, fondato sull’osservazione dei fatti è vero. A differenza di A.Comte, che riteneva mitologica fantasia ogni forma di conoscenza non supportata da dati empiricamente accertati, riconosceva che al di là della scienza c’è l’Inconoscibile che è oggetto della religione. Nel 1891 però,Ernesto Bozzano, leggendo la rivista “Annales des sciences psychiques” su cui scriveva il noto fisiologo francese Charles Richet si avvicinò alla metapsichica. Lesse le opere del pedagogista e spiritista francese Allan Kardec, di A.Aksavov, R. Dole e molti altri sostenitori delle manifestazioni medianiche. A Genova, si era formato un gruppo di sperimentatori di spiritismo che faceva capo al segretario comunale L.Montaldo e poi un’altra associazione “Circolo scientifico Minerva” sotto la presidenza del direttore del giornale cittdino Il Secolo XIX , il gionalista L.A. Vassallo. E. Bozzano fu socio di entrambe. Nel 1901 pubblicò il libro “Lo spiritismo di fronte alla scienza” e altri due testi. Le istanze scientifiche del positivismo si cimentavano con i fenomeni medianici, molto considerati in quel tempo. Inizia anche a collaborare con la rivista di spiritismo Luce e Ombra, nel 1906. La caratteristica di E.Bozzano è appunto questa : usare del metodo empirico basato sull’analisi dei fatti, proprio del Positivismo per approdare alla dimostrazione del valore dello Spirito, in questo senso ho scritto : un positivista ” controcorrente “. Usare una metodologia per confermare una realtà opposta. Dopo il trasferimento a Savona nel 1922, iniziò uno studio intenso e solitario, della metapsichica. E’ da notare che E.Bozzano non conseguì forse titoli accademici, fece ricerca per personale interesse , visse di rendita, grazie al parimonio ereditato dal padre, lavorò tantissimo, spinto da un irrefrenabile desiderio di sapere.Il suo lavoro solitario era integrato da una fitta corrispondenza soprattutto con studiosi e cultori stranieri di metapsichica.