Tag Archives: Africa

Il re dei terremoti : il terremoto di Lisbona, 1 novembre 1755.

30 Mag

Si dice ” terremoto finanziario”, “terremoto politico”, “terremoto adolescenziale” etcc.  ma poi c’ anche il terremoto vero e proprio, un movimento rapido e violento della terra, con i danni relativi.Lo abbiamo visto con estrema tristezza, mista a un senso di sconforto, in questi giorni .Anche tra i terremoti però,c’è una gerarchia e il più forte, il re dei terremoti  e quello di Lisbona del 1  novembre del 1755 ,con epicentro nell’ Atlantico a 30 kilometri da Lisbona.( Azuleios di Lisbona prima del terremoto)Passò alla storia come il terremoto di Lisbona, raggiunse i 9° della scala Richter e fu avvertito in Europa, Africa e America. Le vittime furono tra i 60000 e i 90000 morti, circa un terzo della popolazione. 1oooo furono i morti in Marocco. A Lisbona ci fu pure uno tsunami, il mare si ritirò lasciando tutte le navi ormeggiate in secco, poi un’onda alta 15 metri travolse ogni cosa, i  monti, alle spalle della città, si spaccarono e ne uscì fuoco, una vera apocalisse. Anche Algeri venne distrutta e così pure delle città del Marocco.Il geologo scozzese Charles Lyell ( 1797-1875) studiò in modo analitico questo straordinario  fenomeno che sconvolse non solo la terra, ma anche le coscienze. In un primo tempo si pensò ad esso come a un castigo divino inflitto ai Portoghesi per i massacri degli indios in Brasile, il terremoto era avvenuto nel giorno della festa di  Tutti i Santi. Di fatto esso pose fine alla secolare politica coloniale portoghese. Il grande pensatore francese,Voltaire ,fu colpito, come molti altri, da questo straordinario evento e lo citò nel suo famoso romanzo “Candido”, per screditare il concetto del filosofo tedesco G.Leibniz ,che il mondo è il migliore dei mondi possibili.( Sotto,ritratto di Voltaire) Egli scrisse anche immediatamente un’opera in poesia su questo argomento che ebbe una grande diffusione, Il poema sul terremoto di Lisbona, che inizia così :Ci fu in seguito, un’animata controversia tra Voltaire e Rousseau sul tema della presenza del male sulla terra e sull’ottimismo. Rousseau, non volendo rinunciare al suo ottimismo, osservò che il terremoto non avrebbe avuto quegli effetti devastanti, se non ci fosse stata una città, ma un tipo di insediamento umano meno concentrato, argomento che mi sembra un pò capzioso, sottolineava poi che le catastrofi naturali rendono gli uomini più umili, riconoscendosi impotenti di fronte alla natura e sono una lezione vivente dell’uguaglianza umana. Conclude la sua argomentazione dicendo che lui è un uomo che spera, e solo la speranza rende tutto più bello. Il suo parere, che si può o meno condividere, può essere uno stimolo per non disperare. (Sotto Gian Giacomo Rousseau) Sulla presenza del male sulla terra e nella natura discussero molto i filosofi e sapienti dell’epoca. La distruzione della città di Lisbona, ripropose il grave problema, il problema dei problemi, della presenza del male. Già nell’antichità era stato trattato da S. Agostino che aveva vissuto, sia pure indirettamente, il sacco di Roma fatto dal barbaro Alarico nel 410.” Si Deus est, unde Malum”, se c’è Dio, da dove viene il male?”. Egli non volle cedere al pessimismo, e definì il male, in modo negativo, come assenza del bene. Anche Buddha avvertì profondamente questo problema cui diede la risposta ascetica della rinuncia del desiderio. Ai giorni nostri lo scrittore francese A.Camus lo trattò nel romanzo “La peste”, in cui appunto la peste irrompe come assurdo nella vita quotidiana e sconvolge ogni consuetudine.Torniamo al terremoto di Lisbona.Il giovane Immanuel Kant, affascinato da questo grandioso evento che tanto interesse aveva suscitato, formulò un sua teoria sui terremoti secondo cui, a suo avviso, esistevano nel sottosuolo delle caverne gigantesche piene di gas, che riscaldandosi esplodevano. Una teoria subito smentita, ma che fu comunque il primo tentativo di spiegare scientificamente i terremoti e a non considerarli come una punizione divina.(Sotto, ritratto di I.Kant) Secondo Walter Benjamin il testo di I.Kant sul terremoto di Lisbona rappresenta l’inizio della geografia scientifica e della sismologia. Il filosofo contemporaneo Adorno, accostò la catastrofe di Lisbona all’Olocausto, come avvenimento che provocò una profonda trasformazione del mondo della cultura, che avvertì il bisogno di mettersi in discussione. Anche il termine “fondamento”, così usato nel gergo filosofico, dopo che la terra tremò a tal punto, fu messo in crisi, divenne relativo a una discussione, non più assoluto. In questi giorni di lutto e di tristezza, gli italiani del Nord, devono cominciare a abituarsi all’idea che i terremoti non sono solo un drammatico evento, appannaggio delle regioni meridionali, tante volte colpite,Messina, Reggio, Irpinia, Belice etcc., ma si verificano anche nella ricca e fertile pianura padana, siamo uniti anche dalla eventualità del terremoto. Rousseau, in parte, aveva ragione, le catastrofi naturali ci rendono meno arroganti e insegnano la compassione e l’uguaglianza, Kant poi auspicava che l’esperienza tragica delle catastrofi  inducesse  gli uomini a por fine a ogni guerra, il flagello più devastante e voluto dagli uomini.

Annunci

Una nave Costa fece notizia nel marzo 1943 : la Caterina Costa. Post n.22

17 Gen

E’ inutile dire che l’assurdo naufragio della  Costa Concordia, questo nome suona oggi in modo ironico, sia la prima notizia su tutti i giornali.Esattamente cento anni dopo il naufragio del Titanic del 1912.(Sotto,il Titanic ) Il sogno collettivo è diventato un incubo. C’è qualcosa di spettrale in questa immagine della Concordia accasciata su un lato, di inesprimibile.Il repentino passaggio dalla gioia al pericolo mortale, sembra inconcepibile, il pensiero dei morti affligge l’animo e turba il cuore.Ma non è la prima volta che una nave Costa focalizzò l’attenzione dell’opinione pubblica, un fatto molto più grave di quello attuale, avvenne nel 1943, fu l’esplosione nel porto di Napoli della Caterina Costa. La ditta Giacomo Costa fu Andrea di Genova, come è noto, prima di entrare nel mondo delle crociere, commerciava olio d’oliva e possedeva navi che trasportavano l’olio dall’Italia nell’America del Sud e negli Stati Uniti dove era richiesto dagli emigranti italiani ivi residenti. Un commercio florido e redditizio, date le notevoli capacità imprenditoriali della ditta genovese. L’olio si chiamava “Dante” come la “Dante Alighieri” , la società che si occupava degli italiani all’estero. Il camino delle navi era sempre di colore giallognolo, il colore dell’olio, anche adesso. La flotta commerciale dei Costa aveva come ammiraglia la nave “Caterina Costa”, notevole per dimensioni e potenza di motori. Quando l’Italia entrò in guerra la Caterina Costa venne requisita dalla Regia Marina e usata a scopi bellici, serviva per collegare Napoli con i porti del Nord Africa, quali Tripoli e Biserta. Nel marzo del 1943 era appunto ancorata nel porto di Napoli ed era stata caricata di grandi quantità di esplosivi, armi, carri armati, soldati che dovevano arrivare a Biserta per sopperire alle perdite subite dopo l’epica battaglia di El Alamein.La nave, completa del suo enorme carico, era pronta per salpare, però a un certo punto ci fu un guasto che non si riuscì a riparare, poi si temette l’esplosione, ma non la si portò al largo, tergiversando e tergiversando con un immenso boato la Caterina Costa esplose e fu un disastro apocalittico. Pezzi di carro armato vennero lanciati a grandi distanze, cavalli con la testa mozza continuavano impazziti la loro corsa per la città, la banchina del molo sprofondò, ci furono 3000 vittime, anche se la stampa ne dichiarò 600 e anche migliaia di feriti che morirono. Questo atroce evento è paragonabile all’attentato alle Torri Gemelle. L’enorme sciagura attuale sembra piccola al confronto. (Effetti dell’esplosione della Caterina C. )La nave non partì, compromettendo le sorti dell’esercito italiano in Nord Africa. Un fatto orrendo legato alla guerra che è orrenda in se stessa; ma anche in tempo di pace una serie di disguidi può avere coseguenze drammatiche e dolorosissime. Come la Fenice rinasce dal fuoco, cosi, dopo questa esplosione , la Costa Armatori rinacque nel dopoguerra e ci fu la grande affermazione della Costa Crociere, leader nel settore, conosciuta in tutto il mondo, vanto dell’imprenditoria  italiana, luogo di svago e di divertimento entrato nei sogni e nei desideri di tutti. Il sogno, il 13 gennaio, si è tramutato in incubo. Non più dal fuoco, ora la Fenice dovrà rinascere dalle onde.