Archivio | ottobre, 2011

Ferdinando IV di Borbone,un re di Napoli che aveva naso. Post n. 15

28 Ott

“C’era una volta….” “Un re !” diranno subito i miei piccoli lettori. “No,ragazzi,avete sbagliato.C’era una volta un pezzo di legno….” Così inizia il libro di Pinocchio,e invece no, c’era una volta proprio un re con un lungo naso detto Re Nasone,Ferdinando IV di Napoli(1751-1825).Un re molto discusso che discendeva nietemeno che dal re di Francia Luigi XIV detto il Re Sole, e in questo si intonava con la canzone “O sole mio”, ed aveva sposato la sorella di Maria Antonietta,(Vedi sotto)Carolina D’Asburgo.Quando nacque non era predestinato al trono essendo il terzo figlio maschio, poi , per una serie di cause divenne re.Un re anticonformista che si compiaceva di frequentare i quartieri poveri dei “lazzaroni”  e di osservare come vivevano. In particolare aveva notato il loro cibo, una focaccia circolare guarnita con pomodoro e formaggio,venduta sulle bancarelle, la pizza, cioè la schiacciata.Gli piaceva così tanto che la introdusse nella cucina di corte, anche se la regina Carolina,aristocratica viennese non condivideva gli slanci gastronomico- proletari del coniuge, ma poi si adattò. Utilizzò i forni destinati alla cottura delle famose porcellane di Capodimonte , famose in tutta Europa per la loro bellezza e la raffinatezza delle figure, ( vedi sotto) per cuocere le pizze,poi in un secondo tempo, nel giardino della reggia vennero costruiti dei forni  appositi ove venivano cotte pizze offerte gratuitamente ai meno abbienti.Il re Nasone aveva avuto fiuto, questo cibo semplice, sano, appetitoso divenne la caratteristica gastronomica di Napoli e da lì si diffuse in tutto il mondo, si dice aver naso. Aveva capito che il re, che chi sta sta al vertice si deve collegare con la base e viceversa, per sostenersi a vicenda. Come è  scritto nelle famosa Tavola Smeraldina, testo sapienziale del Medio Evo, ciò che sta in alto , sta in basso.Quando, più di un secolo dopo ,il regno di Napoli venne conquistato dai Savoia,toccò all’avvenente regina Margherita di conquistare la pizza,altro che Garibaldi!Un pizzaiolo venne invitato a preparare una pizza per i sovrani e , per onorare i colori della bandiera italiana, guarnì la pizza col pomodoro,la mozzarella e il basilico, rosso , bianco e verde, e la chiamò Pizza Margherita. Il nome è rimasto anche oggi nell’Italia repubblicana, per un senso di cavalleresco rispetto nei confronti della ex-regina.Così anche la napoletanissima pizza, gloria dei Borboni e della loro illuminata politica populista, divenne italiana.I coraggiosi emigranti italiani portarono la pizza negli Stati Uniti e la pizza mutò in parte e divenne la Chigago Pizza Style.

Annunci

Una feroce forza il mondo possiede ……(A.Manzoni, Adelchi) Post n.14

22 Ott

Corsi e ricorsi della storia,nel 2o11 si celebra la fine di un tiranno come aveva fatto Alceo nel VII secolo A.C. . “Ora bisogna ubriacarsi e che ciascuno beva anche per forza,perché Mirsilo (il tiranno) è morto”.Il poeta latino Orazio,in occasione della morte di Cleopatra,riprese questi versi con il suo “Nunc est bibendum”.Di tiranni è piena la storia,la parola greca ‘tiranno’ è innocua, significa governante,ma ha acquisito un significato peggiorativo,chi governa in modo ingiusto a suo privato vantaggio in modo…..tirannico.Tra i famosi tiranni Falaride di Agrigento che inventò il celebre Toro di bronzo in cui rinchiudeva i suoi nemici e poi lo rendeva rovente procurando loro una morte atroce. “Il saggio,però,diceva Seneca,doveva essere felice anche nel Toro di Falaride”.Alla vita del tiranno pone fine in modo violento il tirannicida,tra questi sono noti Armodio e Aristogitone,uccisori del tiranno di Atene Ippia, di loro ci restano le mirabili statue.Nella tragedia greca al tiranno si contrappone l’eroe con i suoi valori ideali.Antigone,nell’omonima tragedia di Sofocle,di fronte al tiranno Creonte afferma che :”Non per odiare ma per amare son nata”.Caio Giulio Cesare non fu un vero e proprio tiranno,ma tale apparve e la sua fine fu spietata.Caio Giunio Bruto divenne il simbolo dei tirannicidi e come tale lo scolpì Michelangelo in un busto marmoreo molto espressivo.Non parliamo della storia moderna e dei suoi moderni tiranni, democraticamente eletti, e tragicamente e violentemente periti dopo aver causato indicibili sofferenze. La linea di sviluppo si ripete nei secoli: il disordine sociale dovuto al governo di un gruppo, porta al prevalere di uno solo anche per volere di molti,chi governa da solo abusa del suo potere e si crea una reazione violenta come violento era stato il potere del tiranno. “Una feroce forza il mondo possiede e fa nomarsi dritto,onde non resta che far torto o subirlo.”queste sconsolate parole di Alessandro Manzoni sono ancora attuali.Il poeta greco Alceo VII secolo A.C.Il Toro di Falaride.Armodio e Aristogitone,i titannicidi.Busto di Bruto di Michelangelo.La morte di Cesare.Il poeta tragico Sofocle.Antigone di fronte al tiranno Creonte.

La rosa : regina dei fiori,fiore dell’Imperatrice. Post n. 13

19 Ott

Tra le coppie famose, Augusto e Livia, Antonio e Cleopatra, Abelardo e Eloisa etcc. si può collocare la coppia Napoleone Bonaparte e Giuseppina Beauharnais, la coppia più” scoppiata” e unita che si possa immaginare. Tutti sanno perché Napoleone portava sempre sul capo un grande cappello. Avevano una cosa in comune : entrambi erano nati su un’isola, l’uno nella vicina Corsica, l’altra nella lontana Martinica, due isole famose per la bellezza dei loro paesaggi e della loro flora. Napoleone diceva che avrebbe riconosciuto la Corsica anche da lontano con gli occhi bendati, solo sentendo gli aromi dei suoi boschi, la Martinica poi è detta l’isola dei fiori, per la sua vegetazione lussureggiante. E i fiori ebbero un grande spazio nella vita di Giuseppina. Oggi si direbbe che erano il suo hobby, ed essendo imperatrice poteva sviluppare questa sua passione con grandi mezzi. Comprò una villa malconcia chiamata Malmaison vicino a Parigi, poi cominciò a restaurarla, ad ampliarla, trasformò il terreno circostante in un bel giardino e qui coltivò fiori e allevò uccelli esotici. Circondarsi di belle cose era la sua passione, ne aveva viste molte di brutte : gli orrori della rivoluzione,la condanna a morte del marito, il terrore del carcere e la morte vista da vicino, aveva superato ogni circostanza negativa, anzi molto negativa, con grande forza d’animo ; aveva un animo gentile e sapeva accattivarsi la simpatia di chi l’avvicinava, anche in carcere. Ora, come moglie del generale Bonaparte, divenuto Imperatore, poteva concedersi di realizzare dei suoi sogni nascosti, portare a Parigi la bellezza della vegetazione della sua Martinica, sentirsi un pò a casa. Curò l’acclimatamento di piante esotiche , fatte arrivare in Francia per suo interessamento, in particolare a Nizza e in Provenza.(Sotto, Parc Phoenix a Nizza, oggi )Tra tutti i fiori preferì la rosa, Rosa era il suo secondo nome. Dalla lontana Persia si fece portare il maggior numero possibile di varietà di rose e le coltivò nelle sue serre, rose d’ogni tipo e d’ogni colore. Non si accontentò di coltivarle, perché rimanesse qualcosa di duraturo, fece dipingere le rose da Giuseppe Redouté, detto il Raffaello dei fiori, un artista belga bravissimo che si specializzò in questo soggetto. Così anche noi oggi possiamo godere di queste immagini rasserenanti e stupende. “Non c’é rosa senza spine” e venne il giorno triste del divorzio, da tempo temuto per mancanza di erede, sia pure accompagnato da un bel complimento, Napoleone disse : “Giuseppina per 14 anni ha reso bella la mia vita”, ogni donna desidererebbe sentirselo dire.(Sotto Napoleone col figlio avuto da Maria Luisa, il Re di Roma) Passò il matrimonio , ma rimasta nella sua Malmaison, continuò il suo amore per i fiori tanto da farle guadagnare un posto tutto suo nella storia della botanica per aver introdotte molte nuove speci di piante, Imperatrice dei fiori.

Un valore perenne : l’oro Post n.12

11 Ott

Nel post precedente ho parlato di una pietra preziosa,il diamante, in questo parlerò dell’oro. Non si può immaginare la scena del re Priamo che chiama col cellulare il figlio Ettore mentre sfida in duello Achille, è grottesco,tra Priamo e il cellulare ci sono i millenni, però il capo della nuora di Priamo , Elena, (Sotto i presunti gioielli di Elena indossati dalla moglie dell’archeologo Schliemann) era ornato di un prezioso diadema come quello della regina Elisabetta II nel 2011. Ci sono delle costanti nel comportamento umano che i millenni non scalfiscono. Chi detiene il potere, detiene anche l’oro e le pietre preziose. L’uno sostiene l’altro, sono complementari. Ma che cos’è l’oro per l’uomo? Sembra quasi che tutta la storia sia un dialogo tra l’uomo e questo metallo. L’oro è giallo e splendente come il sole, non muta nel tempo, è perenne, simbolo di eternità, é duttile e malleabile, con l’oro si possono fare gli oggetti più vari.(Sotto, oggetti d’oro dei Traci) La caratteristica principale é la sua inalterabilità. Gli uomini divengono, mutano , muoiono, così le società e i regni, l’oro no, chi possiede l’oro diventa in qualche modo eterno e splendente come lui. Chi presiede la società deve possedere l’oro, dominare il tempo, vincere questa lotta contro il tempo. Le statue degli dei nei templi greci e romani , i sarcofagi dei faraoni, erano d’oro. Se chi sta al vertice possiede molto oro anche i sudditi devono possederne un pò, almeno un anellino, far vedere che anche loro danno valore a questo metallo simbolico. Il messaggio cristiano delle origini è drastico, nel Vangelo Gesù dice agli apostoli :”Non portate con voi né oro né argento”, “Non si può servir a due padroni a Dio e a Mammona(oro,ricchezza). L’oro non è più simbolo della divinità e dell’eternità, ma é l’antitesi del Dio Creatore e Padre. Col Cristianesimo si crea una nuova gamma di valori, il giglio del campo é più bello del vestito di Salomone, i valori sono quelli dello spirito, della carità, il denaro passa in seconda linea, è strumento del bene, non un bene. Poi, col passare del tempo, sia per farsi capire, sia per accondiscendere a aspetti del paganesimo,i cui templi erano ricchi d’oro, un esempio ,la statua di Minerva nel Partenone che era d’ avorio e oro, anche la Chiesa accettò l’oro nelle sue suppellettili. Ciò che vale per l’uomo è l’oro, gli insegnamenti cristiani valgono e sono perenni come l’oro, una specie di pedagogia dello spirito dei fedeli attraverso la materia preziosa.(Sotto Crocifissi ornati con fiori d’oro e argento, tipici della Liguria) La Parola ha bisogno di materializzarsi in un oggetto di valore, per essere compresa in modo immediato.L’ insegnamento del Vangelo invita a vedere il bello nella natura, con occhi puri. Nel Medio Evo, San Francesco predica il ritorno allo spirito del Vangelo e col suo bellissimo Cantico delle Creature, in cui esalta la bellezza della natura , gratuita e meravigliosa, è l’esempio per eccellenza di questo modo nuovo di vedere le cose.Così pure il poeta del ‘700 G. Parini, che era un prete, trasforma una goccia di rugiada in un brillante,  “il rugiadoso umor che quasi gemma il nascente del sol raggio rifrange”. Ma solo nelle chiese dei cappuccini , a differenza delle chiese barocche rutilanti d’oro, si trova questo spirito di essenzialità, di distacco dai beni materiali, pochissimo oro, tutto in legno come il legno della mangiatoia del presepe, il legno della croce. Sotto l’interno della chiesa dei Cappuccini di S.Barnaba a Genova con altare e ornamenti in legno. Oggi si parla dell’oro di Gheddafi, nell’età dei computer, dei satelliti, della più sofisticata tecnologia è ancora l’oro che detta le sue dure e spietate leggi.E, per finire con un sorriso, anche il partito della Lega Nord ha il suo oro, non tanto, ma c’è.

Una gemma famosa : il diamante Reggente Post n.11

7 Ott

L’imperatore Carlo V si vantava che “su i suoi domini non tramontava mai il sole”,il re di Francia Luigi XIV andava oltre era il Re Sole,lui stesso,ma anche il sole finisce il suo corso e quando Luigi XIV concluse la sua vita lasciò il trono a un pronipote bambino ,il futuro Luigi XV.Data la minore età il governo venne affidato al principe Filippo D’Orléans con la qualifica di Reggente.Governò per un periodo abbastanza lungo.Amava il lusso e il fasto e si regalò il brillante più grande del tempo che da lui prese il nome “Il Reggente” Lo comprò da lord Pitt,governatore dell’India dove il brillante era stato trovato,precisamente nel territorio di Golkonda.Quando Luigi XV venne incoronato questo diamante ornò la sua corona.Passarono gli anni,venne la Rivoluzione,i gioielli reali vennero sequestrati,il Reggente venne rubato,poi ritrovato e finì al Monte dei Pegni.Si ricordò di lui una persona che pensava che il potere fosse congiunto a certi oggetti,Napoleone Bonaparte,lo fece riscattare e lo fece incastonare nell’elsa della sua spada.Chi sa cosa pensava quando teneva in mano il Reggente? il brillante che aveva ornato la corona del re Luigi che nel 1768 aveva comprato dalla Repubblica di Genova, la sua patria,la Corsica,con i suoi abitanti?Altro che autodeterminazione dei popoli !!!!Parafrasando Orazio “Graecia capta ferum victorem cepit” si può dire : “Corsica capta ferum victorem cepit”.Un senso di orgoglio lo avrà pervaso ,ora il Reggente era suo.Il giovane Bonaparte “ambizioso e che aspirava a tutto” come avevano detto i suoi insegnanti aveva raggiunto la meta.Correva la leggenda che il Reggente portasse sfortuna,e venne il giorno della sconfitta a Waterloo.Caduto Napoleone,il diamante rimase nel tesoro della corona e con Napoleone III tornò a splendere sul diadema dell’imperatrice Eugenia nelle feste di gala.E ci fu la sconfitta di Sedan. Portò  sfortuna anche
a lei? o è il destino che che muta le sorti degli uomini con o senza Reggente? Ora lo si può ammirare al museo del Louvre e la sua splendida luce avvince l’occhio di chi lo osserva con ammirazione dopo tre secoli,un simbolo di perfezione,una luce che brilla immutata sul divenire delle vicende umane.La sua testa é un diamante,si dice di una persona di grandissima intelligenza,una di queste, Steve Jobs, ieri ha concluso la sua operosa esistenza,un rivoluzionario silenzioso,un amico degli uomini cui, col suo ingegno e le sue invenzioni ha reso più bella la vita. Carlo V ImperatoreLuigi XIV il Re Sole,vestito da Sole in occasione di una festa.Luigi XV, il sovrano bambino.Rovine della favolosa Golkonda.Il diamante Reggente.La corona di Luigi XV col Reggente.Sopra Filippo D’Orléans e Luigi XV.Napoleone incorona Giuseppina.L’imperatrice Eugenia.Sotto il diadema col Reggente portato per l’inaugurazione dell’esposizione del 1855.Steve Jobs.